La prima sicura attestazione di un borgo il cui toponimo si riferisce chiaramente all'attuale abitato di Goriano Sicoli, si rinviene nel Catalogus Boronum (sec.XII), ove esso e indicato col nome di Gorianum Siccum in Balba e come feudo di Rainaldo, conte di Celano. Ma le sue origini sono sicuramente più antiche e dalla topomastica ( via della Corte, via sotto la Corte),sembra potersi desumere la presenza, nell'area del suo nucleo storico, di un Curtis, che in età altomedioevale designa un centro signorile di amministrazione fondiaria. Tale centro curtense doveva poi evolversi in un castrum, ovvero in un primo nucleo fortificato, che avrebbe successivamente incorporato, in più ampie strutture difensive, l'intero villaggio: ne sono testimonianza, ancora oggi, le numerose porte d'accesso che rendevano ben munito su tutti i versanti l'abitato, insieme ai documenti medievali che fanno riferimento a un castrum Gordiani Sicci. Dalle fonti emerge che il borgo seguì strettamente le vicende dei conti Berardi da Celano, a partire almeno dal XII sec. fino oltre la metà del XV sec., attraverso le successive dominazioni dei Normanni-Svevi e degli Angioini. Nel 1463, infatti, la, la contea di Celano diviene appannaggio di Antonio Piccolomini d'Aragona , e con essa il feudo di Goriano Sicoli. Seguirà per i feudi dello Stato di Gagliano, nel frattempo scisso dalla contea di Celano, e fra essi quello di Goriano, una lunga vicenda di compravendite, finchè nel 1661 la Università (comune) di Goriano Sicoli rivendicò la proprietà di alcuni beni burgensatici , di natura cioè non feudale , tenuti illecitamente dal Principe di Gagliano, Pompeo Colonna. Con quel rogito notarile del 13 aprile del 1663, Goriano Sicoli comincia ad emergere come ente dotato di una certa autonomia. Notevoli le tracce ancor oggi visibili del passato più antico: tombe a circolo dell'età del ferro sono ben documentate su Monte Castelluccio, mentre lungo il percorso dell'antica Tiburtina-Valeria-Claudia si rinvengono i resti delle mansio statulae, un luogo di sosta che la tabula Peungiteriana (itinerario Romano) documenta per il III sec. d.C.. Sotto il profilo architettonico e artistico si segnalano: la Chiesa di S.Maria Nuova (XVI), con portale rinascimentale, all'interno crocifisso ligneo policromo del '400, acquasantiere cinquecentesche, reliquiario argenteo del XIV sec.; Chiesa di S.Gemma (XVXVX), con pregevole tela di T. Patini (1889) e spoglie della Santa Patrona; Chiesa di S.Francesco (ex S.Donato), con statua in pietra di S. Donato Vescovo(X?), due statue lignee di Santa Chiara e S.Antonio da Padova (XIV) , dietro l'altare deposizione in affresco (XV-XVI) e sulla parete destra, lunette con affresco su Cristo Risorto fra S. Donato e S. Sebastiano martire (XV-XVI); Fontana Monumentale (1888), grande complesso architettonico, con poderosi porticati d'accesso ai lavatoi, e a una vasca ad emiciclo con zampillo.-
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